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ORDINANZA "COPRIFUOCO"

Illegalità? Sequestri e confisca
Via alla mappa del crimine

Il patto per "Prato sicura" si rifarà. Il piano prevede un organismo interforze (polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani, ma anche Inps, Asl, Ispettorato del lavoro); potenziamento del sistema di videosorveglianza e mappatura della città tramite il cosidetto "Sistema informativo comune"

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Una volante di polizia Prato, 19 luglio 2008 - Avanti con il potenziamento dei rapporti interforze e della videosorveglianza, forti dei risultati acquisiti in un anno e convinti che nuovi strumenti possono partire proprio dalla realtà pratese per combattere illegalità diffusa e fenomeno del radicamento dei clandestini.
 

 

Il patto per "Prato sicura" si rifarà come annunciato mercoledì scorso: ieri la riunione del Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico a cui hanno partecipato con il prefetto Maffei, il sindaco Romagnoli e l’assessore Milone, il questore Savi, il comandante dei carabinieri Mazza, il colonello della Finanza Defila e l’assessore provinciale Gorelli, ha affrontato il varo della bozza definitiva del patto che segna i cardini della ’battaglia’ per il periodo luglio 2008-luglio 2009.

 

Squadra vincente non si cambia anzi si rafforza: la task force sarà composta oltre che dalle forze dell’ordine (polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani) anche da Inps, Asl, Ispettorato del lavoro. Tutti insieme si dovranno scambiare in una grande banca dati sinergica, gli elementi che per propria competnza, hanno a disposizione in modo da rendere più efficace la macchina dei controlli e delle verifiche incrociate.
L’organismo interforze avrà compiti di analisi, indagine, programmazione e coordinamento degli interventi.

 

Ma non solo: la task force "potrà elaborare, delineare e proporre l’adozione di nuovi strumenti operativi e formulare proposte di modifica per rendere la normativa più adeguata al contesto ed alla sua evoluzione, in particolare per quanto riguarda le procedure di confisca e sequestro di beni immobili e strumenti impiegati in modo illegale e gli elementi di aggravio in caso di ripetizione di illeciti".

 

 

Insomma da Prato potrà partire una proposta che sarà vagliata a livello ministeriale per una possibile applicazioine leglislativa che dia ancora più forza alle operazioni di contrasto al distretto parallelo illegale e ai reati legati alla presenza di clandestini.
Per quanto riguarda gli organici si sottolinea "il mantenimento dei livelli di incremento delle forze territoriali" rispetto agli attuali organici già disposto con il patto 2007.
E se ci saranno particolari emergenze si potrà attingere a personale proveniente dalla Forza di intervento rapido costituita a livello centrale.

 

Comunque, si sottolinea nel patto, Prato ha necessità di incrementare le forze di polizia. All’orizzonte pare più possibile al momento un aumento della dotazione della polizia municipale se ci saranno le risorse necessarie (attualmente sono 178 i vigili mentre città come Brescia e Modena ne hanno circa 250).
Confermati i ’centri di ascolto’, tramite tra popolazione-circoscrizioni-forze dell’ordine e il potenziamento del sistema di videosorveglianza (con la collaborazione economica anche della Provincia).

 

 

Sarà varata una vera e propria mappatura della città tramite il cosidetto "Sistema informativo comune" per idividuare nelle diverse zone le tipologie di "criminalità, disordine urbano e inciviltà". Progettati corsi di formazione professionale specifica del personale delle forze di polizia, un Osservatorio per la vivibilità e la sicurezza e attività di prevenzione sociale «comprensive di azioni utili all’integrazione degli stranieri e dei cittadini in condizioni di marginalità". 










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