Dal suo inserimento nel reliquiario, avvenuto nel 1638, la reliquia non era mai stata vista direttamente. Conclusa la ricognizione, il reliquiario è stato riposto all'interno dell'altare, dove verrà conservato fino a domenica 7 settembre. Nel pomeriggio della vigilia della festa secondo tradizione, il Sacro Cingolo sarà esposto alla venerazione dei fedeli sull'altare della Cappella, per poi essere di nuovo messo in mostra per l'intera giornata di lunedì 8 settembre
Prato, 3 settembre 2008 - Dopo 370 anni il reliquiario della Sacra Cintola della Madonna è stato aperto per la prima volta dal Vescovo di Prato monsignor Gastone Simoni. La reliquia, conservata nella cappella della cattedrale di Santo Stefano, è stata aperta intorno alle 11; il Capitolo dei Canonici ne ha effettuato la ricognizione in vista della sua traslazione nella nuova teca che avverrà durante la festa dell'8 settembre.
L'esame ravvicinato ha confermato il buon stato di conservazione della reliquia, che un'antichissima tradizione vuole sia appartenuta alla Madonna; la Vergine l'avrebbe consegnata in dono all'Apostolo Tommaso durante la sua Assunzione al cielo. La Cintola è una sottile striscia (lunga 87 centimetri) di lana finissima di capra, di colore verdolino, broccata in filo d'oro.
Dal suo inserimento nel reliquiario, avvenuto nel 1638, la reliquia non era mai stata vista direttamente. Conclusa la ricognizione, il reliquiario è stato riposto all'interno dell'altare, dove verrà conservato fino a domenica 7 settembre. Nel pomeriggio della vigilia della festa, infatti, secondo tradizione, il Sacro Cingolo sarà esposto alla venerazione dei fedeli sull'altare della Cappella, per poi essere di nuovo messo in mostra per l'intera giornata di luned'. L'8 settembre la reliquia verrà traslata in una nuova teca, realizzata dal maestro padovano Giampaolo Babetto.
Sabato 13 settembre alle 16, nel salone Apollo di via San Jacopo, si terrà lo spettacolo di beneficenza a favore della 'Pubblica Assistenza L'Avvenire'. Lo spettacolo sarà accompagnato dai versi scelti dalla poetessa Lola Giusti Massai e dallo scrittore poeta Remo Godi