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IL CASO

Sgominata la gang degli usurai. Tassi del 300 per cento

Un imprenditore edile della provincia di Prato costretto a pagare tassi del 300 per cento. Tre le ordinanze di custodia cautelare eseguite dalla Guardia di Finanza per usura in concorso ed estorsione

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Guardia di Finanza Prato, 8 ottobre 2008 - Non riusciva più nemmeno a pagare i muratori della sua impresa edile. E, evidentemente, non poteva più contare nemmeno su prestiti bancari o altre forme di finanziamento legali.

 

Così l’imprenditore edile della provincia di Prato ha infilato la testa nel cappio, convinto di riuscire a prendere una boccata d’ossigeno. Ne è uscito, in luglio, nell’unico modo possibile: denunciando di essere vittima dello strozzinaggio. Tre le ordinanze di custodia cautelare eseguite dalla Guardia di Finanza fra i primi di settembre e sabato scorso, per usura in concorso ed estorsione. Nell’inchiesta, la prima del neonato pool specializzato creato dalla procura, ci sono altri indagati: probabili prestanome o semplice manovalanza.

 

L’imprenditore nel 2004 avrebbe accettato in prestito 250mila euro a un tasso mensile pari al 15 per cento e si è ritrovato nel tempo a fronteggiare tassi oscillanti fra il 230 e il 300 per cento. Ha firmato assegni e poi altri ancora, senza che il debito si estinguesse. Anzi. L’uomo ha chiesto aiuto ai familiari più stretti, poi si è venduto la casa senza riuscire a sanare il debito che a tutt’oggi ammonterebbe a 600mila euro. E insieme al debito crescevano anche le pressioni, intimidazioni e minacce magari velate ma efficaci. A settembre, dopo che aveva già denunciato il giro di usura, ha ricevuto due proiettili calibro 7,65.

 

Il suo calvario è durato quattro anni, ma il nucleo di polizia tributaria si è mosso in tempi record. All’inizio di settembre è stata eseguita la prima ordinanza di custodia cautelare chiesta dal sostituto procuratore Eligio Paolini e firmata dal gip Anna Donatella Liguori. In carcere è finito un 53enne, pugliese di origine ma in Toscana da decenni: è lui che gli inquirenti hanno definito l’ 'usuraio'.

 

E’ lui che, gravitando nel mondo dell’edilizia, sarebbe venuto a conoscenza delle difficoltà economiche dell’imprenditore e gli avrebbe prospettato come uscirne. A distanza di pochi giorni sarebbe scattato l’arresto del secondo uomo, il cosiddetto 'estorsore', colui che provvedeva a fare pressione, con minacce e toni aggressivi. Sabato è infine stato arrestato il gestore di un club da gioco: al 'finanziatore', come è stato definito, sono stati sequestrati titoli per centinaia di migliaia di euro. Una fetta consistente di due milioni e mezzo che costituiscono il totale dei valori sequestrati dalla finanza fra contante, assegni, cambiali, polizze assicurative.

Laura Gianni










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