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LA PARTITA SIENA-COSENZA

Senesi aggrediti prima della partita
'Commandos' del Cosenza entra armato di bastoni e spray urticanti

Lanci di bottiglie, a Norcia (Perugia), quindici minuti prima dell'inizio della partita hanno tramutato un pomeriggio di festa in una guerriglia urbana. I feriti, lievi, sono già stati medicati in ospedale. Un tifoso calabrese è stato arrestato dai carabinieri. Ancora vivo tra i tifosi il ricordo di scontri analoghi tra le due tifoserie rivali avvenuti cinque anni fa

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Siena, 4 agosto 2008 - Invece della partita di calcio una vergognosa aggressione. Questo i numerosi tifosi del Siena, giunti nel fine settimana a Norcia per divertirsi con mogli e bambini, ha trovato nel ritiro bianconero,vivendo una domenica di sangue a paura. Parlare dopo è sempre facile, ma alle minacce lanciate da gruppi di facinorosi cosentini nelle settimane scorse e i conseguenti allarmi della parte senese non è stato dato il giusto peso.

 

Forse però nessuno poteva immaginare un attacco così premeditato, feroce e vigliacco, portato contro persone inermi con le modalità di un’azione militare. Il Cosenza è in ritiro nella vicina Spoleto e il gruppo di delinquenti è arrivato a Norcia nella tarda mattinata, perfettamente mimetizzato tra i tanti turisti. Nessuno si è accorto di niente, almeno fino alle 16,30 quando i teppisti sono entrati in azione.

 

Il centinaio di energumeni si è ritrovato all’ingresso dell’hotel Salicone armato di tutto punto. Bastoni, spranghe di ferro, manici di ombrelloni rubati chissà dove, cintole e caschi da moto perfettamente calzati. Mentre la tribunetta del Salicone era già gremita di tifosi della Robur, con tante donne e bambini felici, dalla strada sterrata parallela all’albergo è partita la «spedizione punitiva» per cancellare, sembra, l’onta (un vessillo rubato) subita nell’ultima sfida tra le due squadre nella serie B di oltre cinque anni fa.

 


Il gruppo compatto e urlante, si è presentato all’ingresso della gradinata, creando il panico tra gli inermi tifosi. Alcuni sostenitori bianconeri hanno provato a sbarrare la strada al commando, prima che penetrasse del tutto nella tribunetta. E’ nato un fitto lancio di oggetti e uno scontro dove le armi brandite dai cosentini hanno provocato feriti e contusi. Impotenti i pochi carabinieri che hanno provato a mettersi in mezzo, subendo a loro volta colpi pesanti. Inutili anche le grida dal campo dei giocatori. Per fortuna i senesi sono riusciti a chiudere il cancello della tribuna, lasciando fuori i cosentini, mentre a metà gradinata è stato aperto un varco che ha permesso agli spettatori di entrare sul terreno di gioco.

 

Poi mentre il gruppo di teppisti si dileguava, percorrendo all’incontrario la strada d’ingresso, sono stati prestati i primi soccorsi ai feriti. Scene di panico davanti al gazebo adibito solitamente a contenere il materiale della squadra bianconera, trasformato in un ambulatorio per le prime cure. Bambini e donne piangenti, magliette macchiate di sangue e in lontananza le sirene delle ambulanze.

 

Tra i feriti oltre a due carabinieri, diversi tifosi senesi medicati sul luogo, un cineoperatore romano, Fabio Nori, di 36 anni e soprattutto Paolo Castellarin, storico tifoso della Robur di 45 anni, che ha riportato un trauma facciale a causa di un colpo di bastone ed è stato trasportato in ospedale. Castellarin una volta giunto a Siena è stato portato alle Scotte per essere sottoposto ad una Tac. Secondo i primi accertamenti eseguiti nell’immediatezza dei fatti avrebbe riportato un importante trauma cranico e c’era il sospetto che avesse la frattura del setto nasale e di uno zigomo. A fronte di questa diagnosi c’era bisogno di altri e approfonditi esami medici e radiografici. In un primo momento era stato deciso che venisse portato nel vicino ospedale, ma lo stesso ferito ha preferito rientrare e farsi vedere dai medici del policlinico. L’A.C.Siena in una nota apparsa nel sito "esprime rammarico per ciò che è accaduto e solidarietà ai propri tifosi arrivati nella sede del ritiro del Siena con le famiglie ed i bambini per trascorrere un sereno pomeriggio di sport, confidando che vengano individuati i responsabili di questa vile aggressione". In serata dalla questura di Norcia la notizia dell’arresto di un tifoso calabrese e del fermo di altri cinque tifosi del Cosenza. Ultimo atto di una domenica di sangue a paura.

Paolo Brogi










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