Il serpentone colorato è partito da piazza della Posta e ah raggiunto il Campo fra musica e slogan. La partecipazione è stata ampia: alunni delle superiori, facoltà universitarie e docenti, ricercatori e personale precario. Al centro delle iniziative dei manifestanti tagli e ipotesi di privatizzazione
Siena, 24 ottobre 2008 - Se quella di ieri doveva essere una sorta di 'chiamata', un appello per contare in quanti, davvero, protestano contro la riforma dell'istruzione, allora la risposta di Siena c'è. E urla forte. La più grande e partecipata manifestazione vista in città negli ultimi anni è riuscita a portare in piazza 4mila persone, dimostrando a gran voce che la nostra realtà è tutt'altro che sopita, tutt'altro che spenta. C'è voluta oltre mezz'ora per organizzare il lungo corteo, un serpentone che – dietro al furgoncino del sound-system – ha lasciato Piazza della Posta quando da poco erano passate le 17 e che, quasi un'ora dopo, aveva invaso a passo di lumaca tutto il Corso, direzione Piazza del Campo.
Una manifestazione colorata, chiassosa, festante ma anche ricca di contenuti; musica e striscioni più o meno provocatori, più o meno espliciti, si sono mescolati a ragazzi col viso truccato – un po' pagliacci e un po' indiani metropolitani – che hanno voglia di giocare, sì, ma non sulle questioni di contenuto. No ai tagli annunciati dal ministro Tremonti, no alla legge 133 proposta dal ministro Gelmini, «una legge vergogna – urlano al megafono – che ci taglia i fondi e ci consegna nelle mani dei privati» no – su tutta la linea – a una riforma del sistema dell'istruzione che i manifestanti proprio non accettano. E no, soprattutto, ancora più forte, all'ipotesi del Premier Silvio Berlusconi di inviare le forze dell'ordine nelle università occupate.
"La vostra violenza contro il nostro sapere" è lo striscione diretto che apre il lungo corteo. Al suo fianco due "guardie" di nero vestite trascinano l'Università in catene, seguite da una classe di asini: questo orizzonte è ciò che li spaventa, perché – come è scritto su un altro striscione – "un paese di ignoranti si governa meglio". Un attacco frontale, una presa di posizione che non lascia spazio ai compromessi e che raccoglie, in un unico lungo pomeriggio, tante componenti del mondo dell'istruzione. Ci sono le scuole superiori, ci sono le Facoltà (Scienze, Farmacia, Medicina, Economia occupata) e l'assemblea permanente, ci sono diversi docenti (nutrito il gruppo di Lettere), ci sono rappresentanti del personale tecnico amministrativo, i ricercatori precari – "una casta che non costa" – e c'è l'Università per Stranieri, con cartelli scritti in molte lingue, ma che recitano tutti la stessa cosa: anche a Siena questa legge 133 davvero non la vogliono. Il pomeriggio sfila via con la manifestazione, si torna quando ormai è buio in Piazza Salimbeni per un altro appuntamento, la fiaccolata indetta dalla Cgil. Intanto nel giorno in cui il movimento segna una tappa fondamentale, la mappa della protesta cittadina si allarga e si modifica. Da ieri mattina sono occupati anche il "Bandini" e l'istituto agrario – per altro già in stato di agitazione da diversi giorni – che vanno così ad aggiungersi al "Sarrocchi", in mano agli studenti da mercoledì e al "Monna Agnese" occupato martedì scorso.
Gli studenti del liceo classico e delle ex-magistrali, invece, hanno concluso stanotte a mezzanotte, dopo il corteo del pomeriggio, l'occupazione iniziata lunedì. All'Università restano occupate alcune aule di Economia (anche se la didattica va avanti senza intoppi) e resta ovviamente l'assemblea permanente insediata al Rettorato; adesso, ancor più di prima, gli studenti sembrano intenzionati a confermare il loro credo, "Non è che l'inizio".
Giulia Maestrini
Aperte le iscrizioni per l'asilo comunale. Vi possono accedere anche i bambini nati nel 2006, '07 e 2008. Le domande dovranno pervenire entro il 20 novembre all'ufficio relazioni con il pubblico