Un bambino vede dei compagni più grandi dare fuoco alla carta igienica nei gabinetti e lo dice alla maestra. Per ritorsione, stando al racconto che il piccolo ha fatto ai genitori, i compagni lo avrebbero malmenato e avrebbero anche preteso dei soldi
Viareggio, 4 giugno 2008 - Bullismo anche alle elementari, ma per fortuna senza alcuna implicazione sessuale. Il caso dei ragazzini delle medie ha spinto a parlare un padre che ha il figlio piccolo alle elementari e le maestre stanno facendo accertamenti perché la vittima delle vessazioni fisiche e psicologiche degli alunni più grandi non sarebbe solo una.
Il fatto accade in una scuola elementare del centro. Un bambino piccolo vede dei ragazzi più grandi dare fuoco alla carta igienica nei gabinetti e lo dice alla maestra. Come ritorsione il bambino viene picchiato e minacciato dai più grandi, due ragazzi di terza elementare e un loro compagno con caratteristiche anagrafiche che lo rendono facilmente identificabile.
Il bambino si tiene tutto dentro ma in famiglia si accorgono che qualcosa non va. "Mio figlio è un bimbo solare, gioioso - spiega il padre, giovane e noto professionista viareggino con interessi nella politica -. Ha cominciato a piangere quando al mattino, invece di andare a scuola, voleva restare a casa, ma non ci diceva perché. Alla fine siamo riusciti a farlo parlare e ci ha raccontato tutto. Questi ragazzi più grandi hanno molestato altri bambini più piccoli, e sono arrivati a farsi consegnare piccole somme di denaro. Trattandosi di ragazzi veramente piccoli abbiamo preferito non fare denunce ai carabinieri, per ora, e rivolgerci alle maestre. Mi risulta che le insegnanti abbiano aperto un’inchiesta interna".
Tutto è nato da atti compiuti nei gabinetti che, se fossero stati commessi da ragazzi più grandi, sarebbero stati classificati come micro vandalismi. Il bambino che ha assistito a queste bravate, con danneggiamenti alle strutture scolastiche, lo ha detto alla maestra e per questo è scattata la ritorsione dei più grandi, che oltre a malmenarlo - questo almeno è il racconto fatto ai genitori - in qualche occasione hanno anche preteso dei soldi. E lo stesso trattamento è stato riservato anche ad altri bambini del primo ciclo scolastico. "L’anno scolastico è quasi finito - conferma il padre - e speriamo che basti l’intervento delle maestre per mettere fine a questa storia".
Beppe Nelli
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