E' tornata a Forte dei Marmi dopo 17 anni grazie a un permesso di poche ore concesso dalla magistratura di sorveglianza di Milano: Maria Luigia Redoli, conosciuta come la Circe, fu condannata all'ergastolo per l'omicidio di suo marito - avvenuto nel 1989 - conosciuto da tutti in paese come 'Gasparello'. Lei si è sempre dichiarata innocente
Forte dei Marmi (Lucca), 1 ottobre 2008 - A Forte dei Marmi non era più tornata da un drammatico pomeriggio di settembre del 1991. Quella scena Maria Luigia Redoli l’ha impressa nella memoria e ci resterà per tutta la vita: il cellulare dei carabinieri che arriva, i militari che bussano alla porta per portare in carcere lei e il suo allora giovane amante Carlo Cappelletti. La condanna della Cassazione dice ergastolo.
Il Cappelletti non ci sta, sfila la pistola ai colleghi (era carabiniere a cavallo) e fa fuoco ferendone due per poi cercare di togliersi la vita gettandosi dalla finestra. Sarà solo ferito mentre la Circe, camicia jeans e sguardo perduto nel vuoto dietro i consueti occhiali, viene portata via, dietro le sbarre. Quando è arrivata in taxi di prima mattina da Milano ed è transitata sulla via Provinciale davanti alla villa del delitto e a quella dove abitava, la Circe avrà avuto un sussulto con l’animo in subbuglio.
Per la prima volta dopo la condanna Maria Luiga Redoli è tornata nel suo paese. Grazie a un permesso di poche ore concesso dalla magistratura di sorveglianza di Milano e della direzione del supercare di Opera, alle porte della città, dove lei è detenuta. E da dove quasi ogni mattina esce per andare in permesso a dare assistenza a bambini anche con problemi psichiatrici curati in ospedali e in strutture di riabilitazione. Non è ancora in semilibertà e lo sarà probabilmente fra un paio d’anni.
E anche se nel suo foglio matricolare c’è scritta la frase 'Fine pena mai' una luce in fondo al tunnel la comincia a intravedere. Lei, la Circe, sogna un giorno di tornare libera. E’ una donna cambiata, provata dall’esperienza drammatica che ha vissuto e spera di avere alle spalle quando sono passati poco più di 19 anni dalla notte del 17 luglio 1989 quando il suo anziano marito Luciano Iacopi venne trovato in un lago di sangue nel garge della loro villa.
Era stato massacrato con 18 coltellate e di quell’orrendo delitto vennero incriminati Maria Lugia e il suo giovane amante. Un’accusa di omicidio volontario che non resse nel processo di primo grado a Lucca ma all’assoluzione seguirono la condanna in Appello confermata in Cassazione (giudice Carnevale). Sembrano passati anni luce.
Ma cosa ha spinto la Circe della Versilia a tornare nella sua Forte dei Marmi dove non abitano più i suoi due figli Tamara e Diego che con lei hanno rotto i rapporti e ora si sono rifatti una vita (con l’eredità) a Viareggio? Maria Luigia Redoli voleva andare a pregare sulla tomba dei suoi genitori nel piccolo cimitero del Forte e lo ha fatto, accompagnata dall’assistente sociale con la quale lavora fuori dal cacrcere e che l’ha accompagnata anche in qusto viaggio-lampo in Versilia.
Poi la Redoli ha voluto visitare anche la tomba di suo marito, conosciuto da tutti in paese come 'Gasparello'. Continua anche ora infatti a professarsi innocente e continua a dire che lei non ha compiuto quel delitto che divise in due l’Italia tra innocentisti e colpevolisti.
Sono stati momenti intensi e di grande commozione. Poi intorno alle 11 Maria Luigia Redoli e l’amica sono arrivate in centro al Forte e la loro presenza non è passata inosservata. Il look della Circe è sempre lo stesso anche se lei ora ha 69 anni e qualche chilo in più: giaccone blu scuro, jeans ma soprattutto capelli platinati tirati all’indietro e l’occhialone tornato trendy come quando lo portava lei vent’anni fa. Ma dentro quei vestiti c’è una donna diversa che è arrivata quasi in punta di piedi al Caffè Principe.
Nel bar che d’estate è affollato dai vip ha chiesto un cappuccino. Tra gli avventori c’era il dottor Vittorio Stefani, noto medico di Forte dei Marmi. "Dottore non mi riconosce sono Maria Luigia Redoli, lei come sta?" ha domandato al medico che l’ha salutata. Lei ha detto che stava bene e voleva fare un giro. Così è stato. Poi è andata alla toelette mentre in centro si spargeva la voce del suo arrivo.
La Redoli è scesa in via Carducci curiosando tra le vetrine ricche di griffe che frequentava vent’anni fa. Poi una breve tappa verso il Fortino per rientrare al bar Principe dovge in una saletta appartata ha incontrato una persona che conosce da tempo. Si tratta dell’avvocato Graziano Maffei, re del Foro e legale di lei e di Cappelletti ai tempi del processo. Cosa si siano detti non si sa. Una cosa è certa. La Circe sogna tra qualche anno di vivere una vita 'normale'.
e.sa.
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