Le ultime tre vittime sono un cittadino marocchino e la moglie, una donna che si è arresa nella notte e un giovane deceduto stamattina alle 10. I mille sfollati sono rientrati a casa. E sulle cause dell'immane tragedia, si punta sulla ruggine sull'asse del carrello
Viareggio (Lucca), 3 luglio 2009 - È stato approvato dal Consiglio dei Ministri il decreto per lo stato d’emergenza a Viareggio in seguito all’esplosione di lunedì notte. Il provvedimento durerà fino al 31 dicembre.
Le vittime del disastro avranno i funerali di Stato, stando a quanto si apprende da fonti del governo.
IL TRISTE BILANCIO
Continua a salire il bilancio dei morti della tragedia avvenuta lunedì sera a Viareggio. Questo pomeriggio, nel reparto di anestesia e rianimazione dell’ospedale di Pisa, è infatti deceduta la ventiduesima vittima dell’esplosione avvenuta alla stazione di Viareggio. Si tratta di una donna di 40 anni che aveva riportato ustioni al 100 per cento del corpo.
Nella notte era deceduta una donna a Carrara, e un giovane si è arreso stamattina alle 10 - in attesa di una sepoltura, dieci quelli che hanno un nome e un cognome, venticinque feriti di cui molti in condizioni gravissime, centinaia di sfollati che cominciano a rientrare nelle case: sono i numeri che restano dopo il terribile incidente ferroviario della notte fra il 29 e il 30 giugno.
L'ultima vittima è un giovane che era stato ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Massa Carrara in condizioni disperate.
Prosegue l’indagine della Procura di Lucca, ora alla fase degli accertamenti documentali, del sequestro dei mezzi e degli esami. “Anche se non escludiamo nessuna pista, lavoriamo su una ipotesi probabile, il cedimento di una componente meccanica di uno dei vagoni”, ha detto ieri il procuratore capo di Lucca, Aldo Cicala, a confermare le impressioni del primo giorno.
Che il vagone cisterna sotto accusa fosse una ‘carretta’, piuttosto che un carro, sembra sempre più evidente anche a Silvio Berlusconi: l’incidente “forse non è solo causato dalla malasorte”, ha detto il premier dall’Abruzzo. “Anche se venissero tranciate le valvole - osserva Andrea Gambacciani (Filt-Cgil) - una cisterna deve essere costruita in modo tale che il gas non fuoriesca, tant’è vero che in altri casi di cisterne deragliate non c’è stata fuoriuscita”.
Risponde parallelamente l’amministratore delegato delle Fs Mauro Moretti, che ieri è stato sentito in Senato: “Il carro che ha provocato l’incidente è stato omologato nel 2004 in Germania - ha detto - ma abbiamo scoperto che la componentistica della sicurezza era del 1974 ed era stata fabbricata nella ex Germania est”. Da verificare l’ipotesi, lanciata dal tecnico di Rfi Riccardo Antonini, di una vecchia “saldatura abborracciata” trovata sul punto di rottura dell’asse, insieme alla ruggine.
Moretti smentisce seccamente: “Ho letto cose aberranti dette da persone che si sono qualificate come tecnici - ha replicato - non c’è stato nessun tipo di saldatura rotta, si è trattato di uno strappo, punto”.
RIAPRE LA STAZIONE
E' stata riaperta all'alba di oggi, la stazione dell'inferno. Il primo treno a partire da quei binari che hanno visto l'Apocalisse è stato il regionale 23375 La Spezia-Pisa alle 5:54. Al momento i binari disponibili sono soltanto due su otto.
Con una rete di protezione si è impedito l’accesso ai i binaritra il 4 e l'8: sul quinto sono ancora in sosta alcuni vagoni cisterna del convoglio deragliato.
La prima a scendere da quel treno arrivato da La Spezia con qualche minuto di ritardo è una giovane romena, Cristina, 29 anni: "Fa un po’ di impressione, un po’ di paura - sussurra - quelle cisterne mettono angoscia".
Alle 7 si sono fermati altri quattro i convogli: la vita della stazione piano piano riparte. Un pendolare di mezz'età commenta: "Ci vorra’ un po’ a digerire la rabbia. Forse con un po’ piu’ di attenzione tutto questo non sarebbe successo’’.
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